Nuove certificazioni F-Gas
Lo stato dell’arte tra regolamenti e proposte di modifica
Con l’entrata in vigore del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2215 nel settembre 2024, la normativa sulla certificazione degli operatori che manipolano gas fluorurati (F-Gas) è entrata in una nuova fase. Il regolamento attua il nuovo Regolamento UE 573 del 2024, abrogando il precedente 2015/2067 e introduce significative novità riguardo la formazione, le modalità d’esame e i requisiti di accreditamento per persone fisiche e giuridiche. L’Italia è tenuta ad adeguare i propri programmi entro il 2025 e il processo è già in corso con la pubblicazione da parte di Accredia delle bozze degli schemi di certificazione.
Le bozze prevedono che la certificazione per le persone fisiche abbia una durata di sette anni, con una sorveglianza annuale. Sono previste sei certificazioni diverse, in funzione della tipologia di gas refrigerante trattato (tra cui anche quelli alternativi come propano o anidride carbonica). Le certificazioni già rilasciate secondo il regolamento abrogato resterebbero valide fino alla loro scadenza decennale, ma sarà richiesto un esame integrativo entro il 12 marzo 2027 per operare su alcune tipologie di impianti, in particolare quelli contenenti R290, vista la loro sempre più forte diffusione.
Per le imprese, la certificazione avrà anch’essa validità di sette anni, con verifica iniziale in sede e rinnovo ciclico. Le imprese individuali saranno soggette solo a verifica documentale. Anche in questo caso, entro il 2027 sarà necessario un aggiornamento per mantenere l’operatività sulle nuove attività introdotte dalla normativa.
Su queste bozze si sono espresse le principali associazioni del settore (Assoclima, Assofrigoristi, ecc…) attraverso un documento ufficiale che espone posizione, analisi e proposte (position paper), in cui si evidenziano numerose criticità e si propongono modifiche puntuali agli schemi elaborati da Accredia. Tra i punti centrali del documento, emerge l’urgenza di un approccio più flessibile e orientato alla realtà operativa del settore.
Le associazioni chiedono, ad esempio, di rivedere la modalità d’esame: l’attuale struttura, che prevede una prova teorica da 33 domande in 40 minuti, è ritenuta insufficiente per verificare le competenze tecniche e legislative richieste, molto diverse da un refrigerante all’altro. Si propone di tornare a esami distinti per categoria, con tempi congrui (90 minuti per ciascuna prova teorica e pratica) e ambienti adeguatamente attrezzati.
Un ulteriore nodo è quello della gestione del transitorio: molte aziende hanno recentemente rinnovato la propria certificazione secondo la normativa abrogata e si troverebbero ora a dover affrontare nuovi costi e adempimenti in tempi troppo stretti. Viene quindi richiesto un periodo di transizione più lungo, ad esempio due anni dal recepimento nazionale del regolamento, per permettere una transizione fluida.
Il documento sottolinea anche la possibilità, prevista dall’art. 4 del Regolamento 2215, di esonerare dall’esame intero o parziale i soggetti in possesso di qualifiche pregresse equivalenti. In questo ambito, viene richiesta una chiara valorizzazione di titoli come la certificazione volontaria EN 13313 (ora ISO 22712).
Infine, si propone di sostituire la sorveglianza annuale con un sistema di formazione continua, riconosciuta e strutturata, per favorire l’aggiornamento tecnico senza oneri burocratici eccessivi. I prossimi mesi saranno decisivi per tradurre il confronto tra istituzioni, Accredia e rappresentanze di categoria in un impianto regolatorio solido, condiviso e sostenibile, capace di accompagnare la transizione tecnica ed ecologica già in atto. Continueremo a seguire con attenzione ogni sviluppo, pronti a fornire aggiornamenti tempestivi.