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BIOMASSA: IN ARRIVO LA NUOVA CLASSIFICAZIONE A 6 E 7 STELLE

BIOMASSA: IN ARRIVO LA NUOVA CLASSIFICAZIONE A 6 E 7 STELLE

L’Italia aggiorna il sistema di certificazione ambientale dei generatori a biomassa: obiettivo ridurre le emissioni e favorire le tecnologie più efficienti

Qualche mese fa, leggendo il D.M. 7 agosto 2025, che disciplina il Conto Termico 3.0, un particolare aveva attirato l’attenzione di molti operatori del settore. Tra i requisiti previsti per accedere agli incentivi, il decreto riservava il contributo ai generatori a biomassa certificati “5 stelle o superiori”.

Quel riferimento alle “classi superiori” sembrava quasi fuori luogo. Dopotutto, la classificazione ambientale allora vigente si fermava proprio alle 5 stelle.

Eppure, quella formulazione lasciava già intuire che qualcosa fosse in preparazione.

Oggi quello scenario sta prendendo forma. Lo scorso 24 giugno, il Governo italiano ha notificato alla Commissione Europea uno schema di decreto che aggiorna il sistema di classificazione ambientale dei generatori alimentati a biomassa, adeguandolo all’evoluzione tecnologica del settore.

La principale novità riguarda proprio l’introduzione di nuove classi emissive. Lo schema di decreto prevede infatti la nascita della Classe 6 stelle, applicabile sia alle caldaie sia agli apparecchi domestici, ad esclusione dei caminetti aperti, mentre viene introdotta la Classe 7 stelle, riservata alle caldaie.

Parallelamente viene aggiornata anche l’attuale Classe 5 stelle, con requisiti più restrittivi sia in termini di emissioni di monossido di carbonio (CO) sia di rendimento energetico, innalzando ulteriormente il livello qualitativo richiesto ai nuovi generatori.

L’intervento normativo nasce da esigenze ben precise: l’Italia è infatti coinvolta da anni in un complesso contenzioso europeo legato al superamento dei limiti di qualità dell’aria fissati dalla Direttiva 2008/50/CE per inquinanti come PM10, PM2,5 e biossido di azoto (NO₂). Attualmente sono aperte quattro procedure di infrazione, due delle quali sono già sfociate in sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che hanno accertato l’inadempimento dello Stato italiano. Il rischio, in caso di ulteriori violazioni, è quello di pesanti sanzioni economiche.

Il tema assume ancora maggiore rilevanza se si osservano le dimensioni del mercato italiano. Secondo le elaborazioni AIEL, nel 2024 risultavano installati circa 8,9 milioni di generatori a biomassa, dei quali oltre 8,5 milioni sono apparecchi domestici come stufe e caminetti, mentre oltre 300.000 sono caldaie destinate al riscaldamento di abitazioni, edifici residenziali e attività commerciali.

È evidente quindi che anche piccoli miglioramenti delle prestazioni emissive possono produrre effetti significativi sulla qualità dell’aria.

Per il momento il nuovo sistema di classificazione non è ancora operativo. Lo schema di decreto è infatti sottoposto alla procedura di notifica europea prevista dalla Direttiva (UE) 2015/1535 e l’Italia dovrà attendere la conclusione del periodo di standstill (traducibile come “periodo di sospensione”), fissato al 25 settembre 2026, prima di poter approvare definitivamente il provvedimento.

Questo significa però che già la prossima stagione termica potrebbe aprirsi con un nuovo sistema di classificazione ambientale, destinato a influenzare incentivi, progettazione, scelte dei produttori e politiche commerciali dell’intera filiera. Anche alla luce del recente Conto Termico 3.0, il messaggio appare ormai chiaro: il mercato della biomassa si sta orientando verso generatori sempre più performanti sotto il profilo emissivo ed energetico. Sarà quindi fondamentale monitorare l’evoluzione del decreto e prepararsi a un nuovo scenario, nel quale la classificazione ambientale diventerà sempre più determinante nella scelta delle tecnologie e nell’accesso agli incentivi.