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BUILDING AUTOMATION: IL FUTURO DEGLI IMPIANTI PASSA DAL CONTROLLO INTELLIGENTE

BUILDING AUTOMATION: IL FUTURO DEGLI IMPIANTI PASSA DAL CONTROLLO INTELLIGENTE

Regolare, monitorare e ottimizzare gli impianti diventerà una parte sempre più importante del lavoro quotidiano di installatori e manutentori.

Negli ultimi anni il settore ha concentrato la propria attenzione sull’efficienza dei generatori. Oggi la normativa europea e nazionale amplia la prospettiva: l’obiettivo è fare in modo che l’intero impianto lavori sempre nelle migliori condizioni di funzionamento, mantenendo elevate le prestazioni durante tutta la sua vita utile.

È questo il principio della Building Automation, cioè l’insieme delle tecnologie che consentono di controllare, regolare e monitorare gli impianti tecnologici di un edificio. Per un’impresa impiantistica significa ampliare il proprio ruolo. Alla fornitura e installazione degli impianti si affiancano attività di regolazione, monitoraggio delle prestazioni e ottimizzazione dei consumi, servizi che stanno acquisendo un peso sempre maggiore nella riqualificazione energetica.

Questa evoluzione è sostenuta direttamente dalla Direttiva Europea EPBD IV, la cosiddetta Direttiva “Case Green”. Negli edifici non residenziali gli obblighi sono già ben definiti. Gli immobili dotati di impianti di climatizzazione con potenza superiore a 290 kW devono essere equipaggiati con sistemi di automazione e controllo. Entro il 31 dicembre 2029 la soglia sarà abbassata a 70 kW, ampliando in modo significativo il numero degli edifici interessati: uffici, alberghi, scuole, ospedali, centri commerciali, edifici pubblici e numerose attività del terziario saranno quindi sempre più orientati verso impianti capaci di essere regolati e monitorati in modo intelligente.

La direttiva attribuisce inoltre crescente importanza al controllo della qualità ambientale interna. Parametri come temperatura, umidità e concentrazione di CO₂ dovranno essere monitorati con continuità per migliorare il benessere delle persone e l’efficienza energetica degli edifici.

Anche nel settore residenziale la direzione è ormai definita. Gli impianti dovranno gestire in modo sempre più efficiente la produzione, la distribuzione e l’utilizzo dell’energia.

Per i professionisti questo significa dedicare maggiore attenzione alla regolazione climatica, al bilanciamento idronico, alla suddivisione in zone, alla contabilizzazione dei consumi, ai dispositivi autoregolanti e ai sistemi di controllo remoto. Sono tutti aspetti che incidono direttamente sulle prestazioni dell’impianto e sulla soddisfazione del cliente.

Attenzione: a volte sembra che la “direttiva case green” sia qualcosa di lontano e distante, ma la normativa italiana ha già iniziato questo percorso.

Il D.M. 28 ottobre 2025 “Requisiti minimi”, entrato in vigore il 3 giugno 2026, introduce infatti un preciso riferimento ai sistemi BACS richiesti dalla EPBD IV. Negli edifici non residenziali con impianti superiori a 290 kW, durante determinati interventi di riqualificazione energetica, deve essere valutata l’installazione di sistemi di automazione almeno di Classe B, secondo la UNI EN ISO 52120-1, purché l’intervento sia tecnicamente realizzabile e presenti un tempo di ritorno economico inferiore a sei anni.

Per molte imprese impiantistiche questa rappresenta una concreta opportunità di crescita. Sempre più clienti chiedono edifici che consumino meno energia, consentano il controllo da remoto degli impianti, segnalino eventuali anomalie e mantengano prestazioni elevate nel tempo.

Acquisire competenze nella Building Automation significa poter offrire nuovi servizi, seguire il cliente anche dopo la conclusione dei lavori e sviluppare un rapporto professionale continuativo. La tecnologia è già disponibile. La normativa sta accelerando questa evoluzione. Per le imprese impiantistiche si apre uno spazio di specializzazione destinato a crescere nei prossimi anni, nel quale controllo, monitoraggio e gestione degli impianti diventeranno parte integrante dell’attività quotidiana.